Anello Salse di Nirano – Rocca Santa Maria – calanchi della valle della Fossa di Spezzano. Salse, calanchi e vigneti (MO – facile – 18,8km – dislivello 617m)

Questo variegato percorso nelle prime colline del Modenese ci porta lungo le salse di Nirano e sui calanchi attorno alla valle del torrente Spezzano. Percorriamo lungi tratti su diversi crinali, che garantiscono molti panorami impressionanti.
La riserva delle Salse di Nirano è una destinazione molto popolare. Ma poiché la maggior parte delle persone vuole solo camminare sull’asfalto, incontriamo altri visitatori solo su alcuni breve tratti nell’inizio del percorso.

Il punto di partenza del percorso è un parcheggio nei pressi della Torre delle Oche in Via Nirano 1° tronco.
I primi sei chilometri della nostra passeggiata seguono approssimativamente il sentiero SVF = Sentiero dei Vulcani di Fango. È un percorso emozionale che collega, attraverso il fenomeno geologico delle Salse, luoghi ed eccellenze di 6 Comuni: Viano, Scandiano, Castellarano, Sassuolo, Fiorano Modenese e Maranello. Queste amministrazioni hanno sottoscritto un accordo per la tutela, la promozione e la valorizzazione del sistema d’area vasta dei vulcani di fango emiliani. Le Salse di Nirano, in Comune di Fiorano, tutelano il più importante fenomeno dei vulcani di fango in Emilia Romagna e sono tra i meglio conservati in Europa. La prima parte della nostra passeggiata è dedicata alla visita di questa Salse.

Salse di Nirano

Le Salse
Le Salse sono delle emissioni di fango freddo prodotte dalla risalita in superficie di acqua salata e fangosa frammista ad idrocarburi principalmente gassosi (metano) e, in piccola parte, liquidi (petrolio) lungo faglie e fratture del terreno. Il nome “salsa” dipende dall’alto contenuto di sale delle acque fangose, la cui origine è da collegarsi alla presenza del mare che occupava l’attuale Pianura Padana sino a circa un millione di anni fa.
Percorriamo un breve tratto su Via Rio Salse II Traverso e poi ai parcheggi principali della riserva teniamo la destra per entrare nel sentiero delle libellule. E’ il percorso che porta all’Ecomuseo di Cà Rossa, attraverso una zona umida e in prossimità di habitat di interesse conservazionistico regionale e prioritario.
Nota Bene: Al momento della stesura di questo testo (aprile 2022), il sentiero della libellula era chiuso per lavori. Pertanto era obbligatorio in quel momento proseguire sulla strada asfaltata. Ci auguriamo di poter riprendere al più presto questo bellissimo sentiero.

Dopo aver superato l’Ecomuseo di Cà Rossa arriviamo al primo vulcano di fango (quindi alla fine del sentiero libellula). Il nostro percorso si snoda poi nella zona dove possiamo ammirare i vulcani di fango più imponenti. Si prega di notare che non è consentito attraversare quest’area durante o dentro 24 ore dai rovesci di pioggia. Dopo questo passaggio arriviamo al Centro Visite Ca ‘Tassi dove possiamo trovare acqua potabile e tavoli da picnic.
Da qui il nostro percorso prosegue parallelo alla valle della Fossa di Spezzano. Alla nostra sinistra vediamo, tra l’altro, il antico borgo di Nirano e abbiamo una bellissima vista su vigneti e calanchi. Alla destra vediamo in lontananza il castello di Montegibbio.
Dopo quasi sei chilometri arriviamo alla via Nuova (SP20). Il sentiero SVF svolta a destra mentre noi teniamo la sinistra e scendiamo nella valle della Fossa di Spezzano.
Dopo una breve discesa arriviamo ad una fattoria dove svoltiamo a destra (camminiamo tra le stalle, ma è consentito).

Da questo punto abbiamo un bel passaggio attraverso la valle della Fossa di Spezzano. Tratti di foresta, panorami, formazioni rocciose: c’è molto da ammirare. Superiamo la Fossa di Spezzano tramite un ponte per poi arrivare al CAI 484a che seguiremo fino a Rocca Santa Maria.
In questa frazione facciamo una deviazione per la Pieve.
Poco prima di arrivare in chiesa, inizia un percorso per non vedenti dove il testo e la spiegazione sono forniti anche in Braille. Camminiamo anche lungo rocce che contengono fossili e tutto e attrezzato in modo tale che anche i ciechi possano avere un’idea di questi fenomeni. Tutto molto ben fatto!

La Pieve di Rocca Santa Maria

Rocca Santa Maria e la Pieve romanica di Santa Maria Assunta
Situata nel comune di Serramazzoni, la Pieve di Santa Maria Assunta in località Rocca Santa Maria è una delle più belle e antiche della montagna modenese: edificata tra l’ottavo e il nono secolo, nel 1108 fu donata al Vescovo di Modena da Matilde di Canossa.
L’edificio, dalla forma basilicale, si erge su una roccia calcarea ed è costruito in pietra arenaria del luogo. La vista è davvero suggestiva. Al suo interno si articola in tre navate, divise da ampi archi a tutto sesto che poggiano su quattro imponenti colonne e semicolonne. I capitelli, diversi per forma e composizione ornamentale, dall’ intaglio vigoroso, sono considerati tra i più belli del Nord Italia.

Accanto alla chiesa ci sono alcune panchine, da cui si ha una bella vista sulla vallata circostante. Un posto ideale per un pranzo a sacco (c’è anche un punto d’acqua, ma era chiuso a fine marzo).
Dopo Rocca Santa Maria seguiamo per un po’ una tranquilla strada asfaltata, che porta ancora su un crinale. Poiché attraversa un’area aperta, abbiamo sempre delle belle viste. Proseguiamo agevolmente per un po’ fino a raggiungere una parte più boscosa. A questo punto, abbiamo alla nostra destra la valle del torrente Grizzaga con accanto ad essa ad un certo momento un’imponente formazione rocciosa.

I Calanchi di Fossa di Spezzano

Poco oltre seguiamo un altro tratto di crinale dove abbiamo viste bellissime. Adesso abbiamo alla sinistra la valle della Fossa di Spezzano, e a destra ancora la valle del torrente Grizzaga. Ora siamo circondati da una zona calanchiva che sembra incontaminata.
Poco dopo arriviamo su una strada asfaltata e da qui passiamo spesso davanti ai vigneti. Percorriamo più di due chilometri su questa strada che segue ancora all’incirca il crinale. Superiamo la torre delle Strega. Chi scrive è andato a dare un’occhiata ma non c’era molto da vedere. Ma la cosa interessante è che Il Planetario di Modena ha individuato proprio questo sito come postazione ottimale per l’osservazione del cielo: per questo motivo sono state collocate in adiacenza alla torre due piattaforme circolari per lo stazionamento degli strumenti ottici. L’evento di osservazione si svolge ogni anno verso fine Agosto.
Non lontano da lì svoltiamo a sinistra su una strada sterrata e scendiamo tra i vigneti fino a Torre delle Oche. Questo ci porta vicino al nostro punto di partenza.

Il percorso

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