Montecenere – Brandola – il Fungo – Ponte del Diavolo – Casina – Montecenere (MO – Facile – km10 – dislivello 493m)

Un percorso avventuroso attraverso un paesaggio con boschi estesi in cui passiamo molte arenarie speciali, oltre al bellissimo borgo del Castello di Brandola.
Il percorso segue a tratti sentieri forestali poco utilizzati che non sono sempre facili da trovare. Il percorso è quindi non adatto ai principianti o a chi non riesce ad orientarsi bene. Un localizzatore GPS è d’obbligo. L’uso di una mappa cartacea non è un’opzione realistica per fare questa passeggiata.
Nota Bene. Chi scrive questo testo ha già attraversato questa zona diverse volte ed è convinto che questo itinerario esalti il meglio in assoluto di quello che c’è da vedere intorno al Ponte del Diavolo.

Il percorso parte dal parcheggio di Piazza del Mercato a Montecenere.
Da qui percorriamo per pochi metri la via Pietro Giardini (SS12) prima di svoltare a destra in via Casine. Questa è una stradina asfaltata che percorriamo solo per poche centinaia di metri prima di svoltare a sinistra su una strada sterrata.
Ora cominciamo a seguire un sentiero che ha la segnalazione bianco-rosso del CAI. È indicato con il numero 524, ma questo crea confusione perché c’è anche un percorso 524 a Monzone (che percorreremo più avanti). In ogni modo è un bel sentiero che attraversa un bosco di roverella e ad un certo momento passa davanti ad una sorgente (Acqua di Polla) dove è stato realizzato un bel posticino per picnic e possiamo trovare acqua potabile che è disponibile anche in questa stagione invernale.
Dopo circa un chilometro su questo sentiero usciamo dal bosco e attraversiamo un tratto di campi aperti da cui abbiamo bei panorami e se osserviamo da vicino possiamo vedere il Castello di Montecuccolo e la Rocca di Gaiato. Sullo sfondo vediamo la catena montagnosa dell’Appennino con la presenza predominante del Monte Cimone, attualmente (scritto a marzo) con una bella cima bianca.

Poco dopo raggiungiamo il parcheggio antistante il Ponte Ercole, costruito per dare la possibilità di raggiungere a piedi il Ponte Ercole (= Ponte del Diavolo) con poca fatica. Noi invece da questo punto percorriamo la discesa di Brandola, prima attraverso un’area aperta da cui possiamo vedere in lontananza Polinago e poi attraverso una zona di bosco. In questo tratto del nostro percorso vediamo una serie di crestine di arenaria. Ogni tanto ci sono delle belle forme che già ricordano il fungo e il ponte del diavolo che visiteremo più avanti in questa passeggiata. Quindi possiamo tranquillamente affermare che tutta l’area compresa tra Brandola e il Ponte del Diavolo è una sorta di geosito. L’ultima parte della discesa prima di arrivare a Brandola è piuttosto ripida ed è richiesta una certa abilità tecnica in alcuni brevi tratti (ma si può anche sedersi e scivolare giù….)
Una volta arrivati a Brandola facciamo una deviazione per dare un’occhiata al borgo.

Brandola – borgo

Castello di Brandola
Sulle rovine del castello, fatto costruire alla fine del 1200 dai Conti De Gomula, sono sorti la Podesteria seicentesca, il borgo con portale d’ingresso e la chiesa parrocchiale. Gli edifici, esclusa la chiesa, sono stati oggetto di restauro. Il portale d’accesso è a sesto ribassato in grossi conci d’arenaria, chiuso da un massiccio portone borchiato. Sulla piazza della podesteria, accanto alla chiesa, s’innalza la torre campanaria che vanta un concerto di ottime campane fuse dalla ditta Giavanni Battista Stefani di Fontanaluccia nel 1825. Molti sono, nei dintorni, gli oratori; il più venerato é quello della Beata Vergine delle Grazie di Cà Vecchia, iniziato nel 1792, ultimato nel 1802 e ristrutturato nel 1860. Possiede un pregievole organo a quattro registri del notissimo Traeri.
(fonte: https://www.inappenninomodenese.it/castello-di-brandola/ )

Dopo Brandola seguiamo per un po’ la valle del Fosso di Manuela. Lo attraverseremo ad un certo punto con un guado. Intorno all’acqua di questo guado troviamo il campanellino, una pianta strettamente imparentata con il bucaneve. Al momento (fine marzo) possiamo trovare questa pianta elegante (e protetta) vicino alla maggior parte dei torrenti in questa zona.
Da questo punto saliamo attraverso un altro pezzo di bel bosco verso il Colle Roncho Vecchio (5,5 km dall’inizio).

Poco oltre il Colle Roncho Vecchio svoltiamo a sinistra e iniziamo un tratto di circa un chilometro dove ci imbattiamo in sentieri forestali che poche persone sembrano superare. I sentieri non sono così chiari qui, soprattutto perché ci sono molte foglie cadute su di loro. Si tratta quindi di seguire al meglio la traccia GPS di questo percorso e di mantenersi il più possibile sulla rotta. Non superiamo i precipizi, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi. Attraversiamo un bel pezzo di bosco con ruscelli (con ancora più campanellino) e con imponenti arenarie di cui il Fungo è il più affascinante.
Superato il Fungo diventa molto facile trovare la direzione. Da questo punto saliamo un po’ ripidamente fino a raggiungere poco dopo il Ponte del Diavolo.

Ponte del Diavolo

Misteri Modenesi – I segreti del Ponte del Diavolo.
Il Ponte del Diavolo è uno degli elementi naturali più inspiegabili del territorio modenese. Posto tra Pavullo e Lama Mocogno, il Ponte Ercole, o meglio il Ponte del Diavolo, nulla ha che vedere con un edificio infrastrutturale costruito dall’uomo. Infatti seppur la sua forma a ponte possa tendere una trappola, per la sua forma irregolare e la sua posizione in mezzo alla montagna, si tratta di un enorme monolite.
Il Ponte è alto 3 metri e lungo 33, rappresentando un’inspiegabile esempio di sviluppo della natura, tanto che i contadini montani credevano fosse opera del Diavolo. La roccia arenaria immersa in una fitta boscaglia è stata modellata a forma di arco dall’erosione e dagli agenti atmosferici, permettendo la sua percorribilità per la sua lunghezza, ma attenti a dove andate.
Infatti secondo la leggenda infilare la testa nel foro si trova in una delle protuberanze richiamerà il Diavolo che vi decapiterà. Quindi, siete avvertiti…..
Perché il ponte prende il nome dal Diavolo? Secondo la leggenda un agricoltore della zona più bassa della montagna, che doveva percorrere ogni giorni un lungo tragitto per evitare un fiume, chiese al Diavolo di costruirgli un ponte in cambio della sua anima. Satana accettò e raggiunta la vetta della montagna portò pian piano giù il monolite, ma arrivato nel luogo in cui si trova oggi vide una sabba di streghe e fu tanto preso dalla musica che non si accorse che era arrivata l’alba. Visto il Sole dovette fuggire lasciando lì il ponte.
(Fonte: https://www.modenatoday.it/cronaca/misteri-modenesi-ponte-del-diavolo-pavullo-frignano-appennino.html )

Accanto al Ponte del Diavolo troviamo ben tre tavoli da picnic, di cui uno in baita (finanziato dal Programma Regionale Leader + dell’Emilia Romagna), così da poterci sedere all’asciutto anche quando piove. Molte persone non possono resistere alla tentazione di camminare sul monolito. Chi scrive pensa che sia sconsigliabile. Primo perché è irrispettoso e può causare danni alla delicata struttura del monolite e poi anche perché non è certo una bella esperienza cadere da esso e finire al pronto soccorso.

Dopo il Ponte del Diavolo facciamo una piccola deviazione per visitare un’altra bellissima arenaria. Abbandoniamo per un momento il sentiero e la percorriamo, cosi che possiamo da quel punto godere di un bellissimo panorama. Chi scrive questo testo ha già visitato questo luogo alcune volte e ha notato che di solito c’è qualcuno che prende il sole. Sembra infatti un luogo molto suggestivo per fondersi con la natura e abbandonarsi a pensieri spirituali. Infatti manca solo una panchina gigante…. Fortunatamente non ne hanno messo una panchina gigante e possiamo solo sperare che rimanga tale, perché sarebbe una brutta alterazione di un paesaggio altrimenti armonioso, come nella maggior parte degli altri luoghi dove sono posizionate.

Dopo Casine

Dopo questo bel panorama ci resta l’ultima discesa di ritorno. Inizialmente, ancora nei pressi del Ponte del Diavolo, si attraversa un habitat particolare con l’erica, cosa che incontriamo molto raramente nella nostra zona.
Quindi scendiamo verso la frazione Casine da dove abbiamo una bellissima vista su Montecenere. Poi l’ultima parte attraversa principalmente campi con multiple panorami e in fine si torna a Montecenere.
Per chi ne ha ancora voglia dopo di essere tornato: si può anche considerare di passeggiare per Montecenere. Da vedere tra l’altro La Rocca Montecuccoli e il Campanile.

Il percorso

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