Alla scoperta del Bosco della Panfilia (FE – Facile – km 10,6 dislivello 42m)

Una facile passeggiata che si snoda principalmente attraverso ampi tratti di bosco su bei sentieri. Camminiamo anche vicino al fiume Reno e un po’ oltre l’argine.

La passeggiata inizia in un ampio parcheggio nei pressi del Palareno di Sant’Agostino (Via 13 luglio 1884). Nelle giornate tranquille è possibile parcheggiare anche vicino al centro in Via Caduti di Nassiriya (vedi parcheggio waypoint). Camminiamo prima per il centro lungo la via principale, ma presto lasciamo il paese.
Appena fuori dal paese seguiamo la strada che costeggia il Cavo Napoleonico. Questo canale è lungo 18 km, parte dal Reno a Sant’Agostino ed arriva nel Po presso Salvatonica, poco a valle della confluenza del Panaro. La sua sezione generalmente trapezoidale è in grado di far defluire anche 1.000 m³ di acqua al secondo. Essendo caratterizzato da un ampio alveo quasi orizzontale consente, nella maggior parte del suo corso, il deflusso idrico sia dal Po al Reno sia viceversa.
Dopo aver percorso alcune centinaia di metri lungo questo canale, svoltiamo a sinistra ed entriamo nel Bosco della Panfilia.

Bosco della Panfilia

Il Bosco della Panfilia
Il Bosco della Panfilia, situato al confine tra la provincia di Ferrara e di Bologna, sorge nell’area golenale del fiume e rappresenta per qualità ed estensione, la più preziosa testimonianza delle antiche foreste planiziali padane.
Nel 1971 la Società Italiana di Botanica ha classificato la Panfilia come “sito di notevole importanza vegetazionale, biotopo unico nel suo genere tra i boschi igrofili, per quanto riguarda l’associazione di piante che lo compongono”.

Il Bosco della Panfilia, oasi di protezione della fauna, si è formato circa tre secoli fa, in stretta relazione con le vicende idrogeologiche del fiume Reno. Con una superficie di circa 81 ettari, l’area è situata in un’ampia ansa golenale del fiume ed è soggetta a periodici allagamenti in relazione alle piene. La Panfilia è un classico esempio di bosco igrofilo di pianura e presenta la tipica vegetazione dei boschi golenali, con farnia, pioppo bianco, frassino, salice bianco, olmo, acero campestre gelso bianco e diversi esemplari di sanguinella, prugnolo, nocciolo, biancospino, sambuco. Nel bosco si trovano specie rare di funghi e il preziosissimo e ricercatissimo tartufo bianco. La fauna del Bosco della Panfilia è costuituita da uccelli come il merlo, lo storno, la cornacchia grigia, la ghiandaia; mammiferi, quali la lepre, il riccio, il ghiro, la talpa, la volpe. L’area, unica nel genere di “bosco che si allaga” è stata inserita tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC), (vedi approfondimento sulla sezione del sito del Ministero dell’Ambiente). Per un approfondimento, sulla vegetazione, fauna e cartografia, è possibile consultare la sezione del sito della regione ER su Bosco di Sant’Agostino o Panfilia. Il Bosco è visitabile in ogni stagione dell’anno, preferibilmente nei mesi primaverili e autunnali (è sconsigliabile quando l’ambiente è molto umido o dopo piogge abbondanti – Nota: non è impossibile andarci in condizioni di terreno bagnato…. chi scrive questo ha percorso la passeggiata dopo una giornata di pioggia battente. ed è tornato senza problemi, anche se non proprio pulito……). All’interno non esistono strutture per il riposo o il ristoro, ma all’entrata principale (in Via del Cavo), oltre al parcheggio vi è un’area attrezzata con una panchina e una fontana con acqua potabile. Chi è interessato a visitare il Bosco, con l’aiuto di una guida, può contattare la locale sede del WWF o della Proloco. Nel passato, il Bosco ha rappresentato per la popolazione locale una fonte di sostentamento, sia per l’approvigionamento di legname, che per la raccolta dei prodotti del sottobosco, tra i quali in particolare il pregiatissimo tartufo bianco ovvero Tuber Magnatum. Si è quindi creato un legame inscindibile tra la comunità e l’area naturale, che ha nel tempo, influenzato cultura, tradizioni e stile di vita delle genti del luogo.
Da anni, nel Comune di Sant’Agostino si svolge la Sagra del Tartufo che vede coinvolto l’intero paese proprio per questa peculiarità.
(fonte: https://www.prolocosantagostino.it/il-territorio/)

Fiume Reno

Una volta nel bosco ci dirigiamo prima in direzione del fiume Reno, che percorriamo per un po’. Attraversiamo un bel pezzo di bosco in cui il sottobosco è dominato dal rovo. Dopo un po’ lasciamo il fiume e ci addentriamo nella foresta. Presto il sottobosco cambia e vediamo soprattutto carice maggiore. Ora seguiremo una serie di sentieri che ci mostreranno la foresta in tutta la sua bellezza. Prima un po’ più lontano dal fiume sul sentiero via Bassa, poi vicino al Reno sul sentiero Paradiso. Questo sentiero corre vicino a un’area con molta acqua e sentiamo molti suoni di uccelli acquatici. Proprio lungo l’argine del Reno va anche l’ultimo sentiero che seguiamo: sentiero ex Cava. Mi sembrava che questi percorsi fossero stati costruiti di recente. Secondo me è una bellissima iniziativa per rendere il bosco attraente per escursionisti e ciclisti. Dopo il sentiero ex-Cava torniamo indietro e seguiamo principalmente gli argini. Da lì abbiamo viste sui campi e su Sant’Agostino in più parti.

Bosco della Panfilia

Infine lasciamo gli argini e percorriamo un breve tratto del paese prima di tornare al punto di partenza.

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