Anello Verica – Semese – Mortola – Villa Bibone. Boschi, Borghi, campagna, calanchi e panorami (MO – FAcile – 12km – dislivello 420m)

Un percorso molto facile che unisce la bellezza della natura Pavullese con un passaggio tra diversi antichi borghi. Gran parte del percorso attraversa la campagna, dandoci una sensazione di ampi spazi e offrendo splendidi panorami. Soprattutto l’ultimo tratto che passa ad una certa quota nella Valle del Panaro offre bei panorami, sul fiume ma anche sui Sassi di Rocca Malatina.
A causa dei numerosi spazi aperti, questo percorso sarà inadatto alle calde giornate estive.

Il percorso inizia in un parcheggio di fronte alla Chiesa Beata Vergine delle Grazie in Verica (Via Sandro Pertini). Questa chiesa merita sicuramente una visita, quindi daremo un’occhiata prima di iniziare la passeggiata. Poco dopo la chiesa, il nostro percorso svolta subito a sinistra. Se proseguissimo dritti per altri 50 metri, arriveremmo al Bar Piccioli, che ci darebbe l’opportunità di prendere un caffè.
Dopodiché ci incamminiamo davvero e attraversiamo un tratto di campagna con stradine, a volte asfaltate, a volte sterrate, ma sempre facilmente percorribili e senza traffico. Dopo un po’ più di un chilometro superiamo l’antico insediamento Serra, e poi, dopo un piccolo pezzi di bosco raggiungiamo il borgo di Semese.

Semese

Semese
Il castello di Semese, in muratura di pietrame a vista e copertura in coppi, nasce sulla sommità di un altipiano, a 803 metri sul livello del mare. Da questa posizione domina la valle del Panaro, territorio in antichità oggetto di contese in quanto ambito sia dall’Esarcato che dai Longobardi. Si tratta di un insediamento castellano costituito da torre, dimora feudale, mura di cinta merlato e corpo di guardia, alla quale si accede per la strada di Verica dalla località “Ca’ del Fabbro”. Nello specifico, il castello faceva parte di un sistema difensivo a stella (o raggiera) che dominava su tutta la zona; era fortificato, difeso da alte mura all’interno delle quali era presente anche una dimora signorile.
(https://www.icastelli.it/it/emilia-romagna/modena/pavullo-nel-frignano/castello-di-semese).

Quando arriviamo a Semese percorriamo prima una specie di cortile dove intorno a noi vediamo belle costruzioni antiche: alcune case, una chiesa e il castello. Sembra tutto ben mantenuto ed è piuttosto impressionante. Purtroppo, però, come è tutto di proprietà privata, non possiamo vedere l’interno di questi gioielli antichi da nessuna parte.

Dopo Semese percorriamo una stretta stradina asfaltata per un tratto molto panoramico. Questo alla fine ci porta alla SP26 (parte del percorso CAI 510). È una strada leggermente più grande dove possono passare alcune auto. Seguiamo la SP26 per più di mezzo chilometro. Oltrepassiamo il cimitero dopodichè attraversiamo un’altra area aperta di campagna.
Giunti alle rovine dell’antico insediamento Mortola, la campagna si trasforma in bosco. Mortola un tempo era una fortezza di una certa importanza con una torre e una prigione ma ora è tutto in rovina. L’unica cosa che è ancora in qualche modo intatta è un antico lavatoio che passiamo dopo aver superato per un po’ l’insediamento originario. Questo antico lavatoio è stato senza dubbio costruito in questo luogo perché l’acqua era disponibile. Ne troviamo conferma nel fatto che questa tratto si presenta un po’ fangoso. Da qui proseguiamo su sentieri nel bosco fino a raggiungere la gemma successiva: Villa Bibona.

Villa Bibone – Cà Bergantino,

Villa Bibone
Località molto antica collocata un tempo su un’importante arteria della viabilità medievale: qui si può vedere Aia Lorenzone, una casa a corte con loggia, Cà Bergantino, un complesso rurale a corte con alta torre, e l’oratorio di Sant’Andrea, costruzione novecentesca edificata sul basamento leggermente sporgente dell’antica chiesa romanica. A sud del borgo lungo il sentiero che porta a Castagneto s’incontra “La Morra”, casa a corte chiusa oggi completamente ristrutturata.

Calanchi policromi

Dopo Villa Bibone camminiamo principalmente per campagna aperta e ad un certo momento seguiamo un crinale per un breve tratto attraverso una zona con calanchi policromi. Dopo questi calanchi, il nostro percorso compie un ampio tornante in cui percorriamo ad una certa quota la valle del Panaro. Questo ci regala, con il bel tempo, una vista mozzafiato sul fiume e sui Sassi di Rocca Malatina che si trovano dall’altra parte.

L’ultimo tratto di ritorno è ancoro molto panoramico e prosegue su una facile strada asfaltata del tipo dove passano poche auto al giorno.

Il percorso

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